Riforestazione: Roma nuovo laboratorio degli ambientalisti italiani?

Riforestazione: Roma nuovo laboratorio degli ambientalisti italiani?

Riforestazione: Roma nuovo laboratorio degli ambientalisti italiani?

A Roma dall’inizio dell’anno molte associazioni ambientaliste hanno iniziato insieme un laboratorio teorico e pratico per avviare una riforestazione a Roma. L’obbiettivo è invertire il modello della città: non più aree verdi circondate da cemento, ma aree abitate circondate da alberi, quartieri intersecati da boschi e foreste.

Il cambiamento climatico è, negli ultimi anni, sempre più protagonista nella nostra quotidianità, con fenomeni atmosferici inconsueti e conseguenze sempre più complicate da gestire. In molti non si accorgono che stiamo in un cruciale periodo di transizione, quello del “è quasi troppo tardi”: in tanti non colgono ancora i segnali di squilibrio che il Pianeta manda, perché troppo impegnati nella solita vita consuetudinaria. I politici sbandierano da decenni la retorica del futuro, riempiendosi la bocca di volontà di cambiamento, di riforme, di cambi di rotta che inizieranno nei prossimi anni. Ma a noi non è il futuro che interessa, ma il presente. Se non si agisce adesso, quale futuro avremo?

L’ambientalismo in Italia ha vita difficile, non è così radicato, perché la gente spesso, per pigrizia interiore o per necessità lavorative non dedica attenzione a questi temi. Gli ambientalisti sono non infrequentemente definiti come idealisti, sognatori non collegati alle reali esigenze economiche del Paese. Questo è esattamente quello che ai grandi gruppi industriali fa comodo, screditare l’idea che una impostazione economica diversa possa svilupparsi in alternativa ai modelli produttivi estrattivisti e inquinanti che devastano il Pianeta.

Le città devono guidare questo cambiamento, devono essere costruite diversamente e gestite sulla base di logiche che non possono essere puramente economiche, bensì di benessere dei cittadini.

Riforestazione, depavimentazione mirante alla riduzione del consumo di suolo (liberandolo da asfalto o cemento ove non necessario) e ciclabilità sono le basi per mutare radicalmente la vita nelle città, intaccando in realtà di poco le presunte comodità degli automobilisti. Questo cambiamento necessiterà di una collaborazione tra le organizzazioni ambientaliste e i municipi della Capitale.

Il progetto pilota è denominato RiforestiAmoRoma, promosso da Reseda Onlus, da Associazione Community Organizing Onlus e supportata dalle Brigate Verdi, da Alberi in periferia, da Driade – Per fare un albero e da Gufi – Gruppo Unitario per le Foreste Italiane. Vi aderiscono molte associazioni del territorio, comitati e cittadini che sentono la necessità di essere parte di una rete di persone, con un obbiettivo condiviso, i cui risultati saranno un dono per le generazioni future.

Dopo una formazione teorica di alcune settimane, si è passati alla fase pratica e domenica 2 maggio è nato il primo vivaio forestale a disposizione delle associazioni ecologiste, il primo di una serie che verranno costruiti in diverse zone della Capitale.

È possibile, è tutto assolutamente alla nostra portata. Chi pianta un albero lo fa per gli altri e un po’ per se stesso: significa soprattutto regalare un futuro migliore a chi ora è un bambino e a chi ancora dovrà nascere. Non vogliamo solamente qualche parchetto, ma foreste urbane, un ecosistema che includa alberi, arbusti e fiori che si ramifichi all’interno delle città, diventando parte pulsante della vita sociale.

Stefano Antonelli – Brigate Verdi, associazione ambientalista

3 maggio 2021