La proposta di Biden di sospendere i brevetti ai vaccini ha entusiasmato alcuni importanti leader dell’Unione Europea. Ma solo per un giorno. in particolare Il premier francese Macron e il primo ministro italiano Draghi hanno prima applaudito la proposta del presidente americano, ma hanno pronunciato parole più prudenti dopo il social summit di Oporto. La Merkel invece si è opposta sin da subito, ma non è detto che la sua posizione sia irremovibile. A settembre in Germania si terranno le elezioni, e il tema della liberalizzazione dei brevetti dei vaccini avrà sicuramente un peso nel dibattito pubblico tedesco. Il partito della cancelliera tedesca è in svantaggio rispetto ai verdi, che i sondaggi rilevano in testa con il 28% dei sondaggi. Se la maggioranza dell’opinione pubblica tedesca appoggerà la proposta di Biden la posizione della Merkel sull’argomento potrebbe cambiare.

La Merkel intanto è riuscita a mantenere l’Unione Europea su posizioni moderate rispetto al tema della liberalizzazione dei brevetti dei vaccini. Una questione sulla quale si dibatte sin da ottobre, quando l’India e il Sudafrica, appoggiati da circa 100 paesi in via di sviluppo, che non hanno le stesse possibilità di accesso ai vaccini rispetto ai paesi più ricchi, hanno chiesto la moratoria sui brevetti. Le campagne vaccinali dei paesi africani e di molti paesi asiatici sono molto indietro rispetto a quelle europee e nordamericane. Negli Stati Uniti il 34% della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi del vaccino. Un dato che assume un valore più basso in Europa, dove nella maggior parte delle nazioni le persone che hanno completato il ciclo vaccinale superano di poco il 10% della popolazione. In Asia e in Africa invece sono molti i paesi in cui meno del 2% della popolazione ha ricevuto tutte le dosi del vaccino. A marzo il Wto ha bocciato la richiesta di sospensione dei brevetti dei vaccini. In quell’occasione gli Usa erano tra i paesi contrari. La dichiarazione di Biden ha cambiato la posizione del paese più ricco e influente del mondo. A giugno è prevista la discussione al consiglio generale del Wto.

Le ragioni della frenata sulla sospensione dei brevetti dei vaccini

Alla base dei dubbi mostrati da alcuni leader europei alla sospensione del brevetto ci sono ufficialmente delle ragioni di carattere tecnico. Draghi  a Oporto ha spiegato che: “La posizione di Biden deve ancora essere capita nella sua completezza. Ma credo che venga da una constatazione: ci sono milioni di persone che non hanno accesso ai vaccini o per mancanza di distribuzione o per mancanza di denaro che stanno morendo. Ci sono le grandi case farmaceutiche che producono questi vaccini che hanno avuto delle sovvenzioni governative imponenti. Quindi si potrebbe spiegare semplicemente dicendo che ci si aspetta qualcosa in cambio da queste case farmaceutiche. Peraltro un’applicazione temporanea, circoscritta non dovrebbe costituire un disincentivo alla produzione. Però se si va al di là di questo si vede che la questione è molto più complessa”. Il primo ministro italiano ha spiegato che:”La produzione dei vaccini è molto complessa. Richiede tecnologia, specializzazione. Organizzazione. Secondo la produzione deve essere sicura. La liberalizzazione dei brevetti non garantisce questa sicurezza.

Prima di arrivare alla liberalizzazione dei vaccini bisognerebbe fare cose molto più semplici come rimuovere il blocco delle esportazioni che oggi gli Stati Uniti e il Regno Unito continuano a mantenere. L’Unione Europea esporta tanto quanto ha dato ai suoi cittadini. il 50% della sua produzione è andato a mercati come Il Regno Unito e Gli Stati Uniti che hanno il blocco delle esportazioni. La seconda è accelerare la produzione attraverso il trasferimento tecnologico, l’individuazione di nuovi siti. Noi stiamo facendo tutto questo. Questo va fatto nei paesi verso i paesi i cui abitanti stanno morendo perché non hanno accesso ai vaccini e non hanno denaro. Ci sono vari programmi per esempio il Covax di aiuto a questi paesi, ma sono ad un livello insufficiente”.

Molto simile la posizione di Macron, che dopo aver plaudito Biden per la richiesta di sospensione dei brevetti dei vaccini, ha usato parole più caute, evidenziando la necessità di produrre più vaccini e di togliere il blocco delle esportazioni:”Oggi gli Stati Uniti hanno esportato il 5% di quello che hanno prodotto, per fornire qualche dose a Canada e Messico. Bisogna che esportino di più. Questa è la prima risposta”. Ma non ha chiuso alla proposta di Biden:”Il fatto di liberalizzare la proprietà intellettuale e i suoi costi per i paesi a basso reddito non crea un ostacolo alla produzione nelle nostre economie, né comporta rischi di delocalizzazione. Permette di produrre più velocemente e aumentare l’accessibilità”.

Le porte alla sospensione dei brevetti sui vaccini non sembrano essere quindi definitivamente chiuse. Se gli Stati uniti dovessero seguire le indicazioni dell’Unione Europea, il dialogo per arrivare alla sospensione dei vaccini potrebbe continuare.

Marco Orlando